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I diari della motocicletta

Sono imperdonabile, ma tra una rottura di coglioni e l’altra me ne sono dimenticato. Qualche giorno fa la mia bambina ha compiuto il suo primo anno di scorribande.

E’ stato un anno intenso, bellissimo, strano. Se scorro l’album dei ricordi resto senza parole, stupito, stupìdo. Sono davvero io quello? Quello che un giorno decide che è arrivato il momento? Quello che gira, cerca, studia per trovare quella giusta? Quello che la vede, la sfiora e ha capito che è lei? Quello che prende la tanto desiderata patente, rischiando infarti ed evaquazioni evacuazioni in pubblico? Quello che un giorno esce dalla concessionaria e inizia un’avventura?

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Intermezzo #8

Va ora in onda…

Intervallo TAI

NELLA STANZA DEI GIOCHI
Pinza pneumaticaaaaaaaa!

-

In sottofondo: sommessi ronzii

Sogni robotici

Ora, non vorrei fare paragoni un po’ azzardati. Va bene la gnocca a pacchi, ma io oggi ho programmato un braccio robot. Poca roba ok, era il primo tentativo. Ma pensate a quel bimbetto che da grande voleva guidare le gru, che guardava i cartoni con i robottoni e che oggi ha fatto questa robetta qui. Quel bimbetto oggi ha goduto in un modo che non si può scrivere… che magari c’è qualche altro bimbetto all’ascolto. Se fumassi adesso mi accenderei una sigaretta.

Chi l’avrebbe mai detto

Altro che grandi città.
Qui c’è tanta di quella gnocca da farsi venire qualche scompenso cardiaco.

(intanto sullo scazzometro ha iniziato a lampeggiare la scritta ‘warning’…)

TaiTour 2008 - Terza tappa

Sembra improbabile, surreale, sconcertante. Eppure domani parto di nuovo. Starò via una settimana e non per piacere. Piuttosto per farmi due palle quanto un capannone industriale (mai paragone fu più azzeccato).

E visto che la lancetta dello scazzometro staziona già abbondantemente in zona rossa, direi che questo viaggio mi ci voleva proprio come l’iniezione letale per il condannato a morte.

Non aggiungo altro, un po’ perchè le modalità sono le stesse della prima tappa e un po’ per non rischiare di esibire il mio repertorio di imprecazioni da osteria.

Vogliate perdonare l’eccesso negativo di simpatia, ma adesso lo sapete: anche i giullari, nel loro piccolo, si incazzano come coccodrilli formiche (battuta “colta” giunta in ritardo).

Un abbraccio a chi se lo merita (e son davvero pochi).