Archivio per la categoria I diari della motocicletta
Sono imperdonabile, ma tra una rottura di coglioni e l’altra me ne sono dimenticato. Qualche giorno fa la mia bambina ha compiuto il suo primo anno di scorribande.
E’ stato un anno intenso, bellissimo, strano. Se scorro l’album dei ricordi resto senza parole, stupito, stupìdo. Sono davvero io quello? Quello che un giorno decide che è arrivato il momento? Quello che gira, cerca, studia per trovare quella giusta? Quello che la vede, la sfiora e ha capito che è lei? Quello che prende la tanto desiderata patente, rischiando infarti ed evaquazioni evacuazioni in pubblico? Quello che un giorno esce dalla concessionaria e inizia un’avventura?
Caro diario,
il 25 novembre 2007 è una data che ricorderò a lungo.
Un giorno speciale. Un giorno di amicizia, spensieratezza, allegria, sfida e cazzovadoacentoventi!
Un giorno tanto atteso e tanto rimandato. Così tanto che alla fine mi sono chiesto se c’ero davvero o avessi sognato.
Ma più volte mi sono ripetuto che c’ero e che tutto è andato davvero alla grande.
Il mio primo giro in moto… che a dirla così sembra quasi banale. E magari lo è, ma chi ama la moto può capire cosa intendo.
Può capire il piacere di sentire il vento addosso, di affrontare quella curva, forse un po’ troppo forte, chiudere il gas, buttare giù la moto e poi raddrizzarla dolcemente riprendendo velocità in uscita; può capire cosa significa sentirsi protetti da chi ha esperienza, sentirsi chiedere ad ogni sosta se hai qualche problema, se è tutto ok, se ti senti a tuo agio; può comprendere l’emozione di ricevere e ricambiare il famoso saluto tra motociclisti, incrociare un altro gruppo e scambiarsi un lampeggio o una V; può capire il piacere di scoprire il comportamento del proprio destriero, sentire che condivide il tuo stesso divertimento; può capire la bellezza di sedere ad un tavolo e pranzare e parlare e ridere e scherzare con persone che vedi magari per la prima volta, ma che ti sembra di conoscere da sempre ed a cui sei legato dalla medesima passione, la fi… la moto; può comprendere la gioia di arrivare a casa stravolto e dolorante ma con quella voglia di ripartire poco dopo, giusto il tempo di passare dal cesso perchè nell’euforia ti sei dimenticato che il tuo corpo ha comunque le sue esigenze.
Emozioni difficili da trasformare in parole. Emozioni da rivivere ricordando i momenti trascorsi e scrostando i moscerini spiaccicati sulla visiera del casco. Emozioni da rivivere in attesa del prossimo, sospirato giro.
Lampeggi.
ANNUNCIO
Cercasi infermiera giovane, carina, sexi, bionda ma anche no, dolce, premurosa, esperta e in abiti succinti che si occupi della cura di un giovane e recidivo motociclista caduto per la seconda volta (seguono imprecazioni).
Si richiedono massima serietà e disponibilità… soprattutto disponibilità.
Pagamento in natura (nel senso che vi porto a fare un giro in moto, che pensavate?).
Caro diario,
vista la data dell’ultimo mio scritto e viste anche le notizie poco felici in esso riportate, si beh, diciamolo, qualche dubbio poteva anche sorgere.
Ed è per questo che, nonostante non abbia una beneamata mazza di interessante da dire, mi accingo a scrivere qualche parola.
Giusto per dire che si, sono ancora vivo.
Caro diario,
ti scrivo solo adesso per due motivi principali: prima non ho avuto tempo e poi solo adesso m’è passato lo scazzo.
Anche questa domenica andrà ricordata. E raccontata, soprattutto. Possibilmente al bar mentre butto giù un grosso boccale di birra.
Dicono che c’è sempre una prima volta. Sticazzi se avevano ragione. E’ successa proprio oggi.
Sono caduto.