Archivio per la categoria Varie ed eventuali
Il lavoro da chiudere. Le consegne da passare. Le carte da firmare. Brutte storie da lasciarsi alle spalle. Un alloggio da trovare. Le persone da salutare. Tante cose da sistemare. I bagagli da preparare. Mille paranoie da fare. Un futuro a cui pensare.
Insomma un cazzo di casino, come diceva qualcuno.
Ferie? No, mi trasferisco.
Città nuova, casa nuova, lavoro nuovo, gente nuova. Tutto nuovo. Solo quel catorcio del Giullare rimane lo stesso (ma alla fine cambierà un po’ pure lui).
Non chiedetemi come mi sento, come la vivo. La risposta potrebbe essere, in modo del tutto casuale, un salto di gioia o un pugno in faccia. Non rischierei.
A presto (o tardi).
Sono in partenza.
Beh si, è un po’ sintetico, ma rende l’idea. Ci sarebbe tanto da dire, ma mancano tempo, voglia, parole e tante altre belle cose. Chi già sa, sa. Chi non sa, un giorno… magari… chissà.
Tutto all’improvviso, tutto di corsa. Ma alla fine sono riuscito a preparare tutto, o quasi. Credo. Lo zaino è pronto, la borsa è piena. Dubbi, incertezze, paure, feroci attacchi di nausea. C’è tutto. Resta solo da decidere se chiamare uno psichiatra o un ginecologo.
A presto… (?)
Ora, non vorrei fare paragoni un po’ azzardati. Va bene la gnocca a pacchi, ma io oggi ho programmato un braccio robot. Poca roba ok, era il primo tentativo. Ma pensate a quel bimbetto che da grande voleva guidare le gru, che guardava i cartoni con i robottoni e che oggi ha fatto questa robetta qui. Quel bimbetto oggi ha goduto in un modo che non si può scrivere… che magari c’è qualche altro bimbetto all’ascolto. Se fumassi adesso mi accenderei una sigaretta.
Altro che grandi città.
Qui c’è tanta di quella gnocca da farsi venire qualche scompenso cardiaco.
(intanto sullo scazzometro ha iniziato a lampeggiare la scritta ‘warning’…)
Sembra improbabile, surreale, sconcertante. Eppure domani parto di nuovo. Starò via una settimana e non per piacere. Piuttosto per farmi due palle quanto un capannone industriale (mai paragone fu più azzeccato).
E visto che la lancetta dello scazzometro staziona già abbondantemente in zona rossa, direi che questo viaggio mi ci voleva proprio come l’iniezione letale per il condannato a morte.
Non aggiungo altro, un po’ perchè le modalità sono le stesse della prima tappa e un po’ per non rischiare di esibire il mio repertorio di imprecazioni da osteria.
Vogliate perdonare l’eccesso negativo di simpatia, ma adesso lo sapete: anche i giullari, nel loro piccolo, si incazzano come coccodrilli formiche (battuta “colta” giunta in ritardo).
Un abbraccio a chi se lo merita (e son davvero pochi).