Ieri è finalmente giunto nel mio bunker il tanto atteso nuovo router. Un fiammante Linksys WAG200G si è posizionato sulla scrivania per spodestare il grande vecchio, un Netgear DG834G, compagno di mille avventure affetto da vari acciacchi, tra cui gravi problemi alla sezione wireless.
Il nuovo giocattolo è proprio bellino, piccolo, quadrato, leggerissimo e posizionato in verticale con l’antenna sparata verso il cielo fa una gran bella figura.
La prima configurazione è una passeggiata: il wizard sul CD ci guida attraverso semplici schermate nell’impostazione dei parametri di base e ci consente di mettere online il sistema in meno di cinque minuti con tutte le dotazioni di sicurezza attive.
Ma per chi, come me, è affetto da manie di configurazione, il bello deve ancora venire. Rimosso il CD dal lettore, ci si può tuffare nel pannello di controllo del sispositivo, raggiungibile naturalmente via browser.
Ora, non saprei dire se abbia sbagliato atteggiamento, ma immediatamente ho cercato di replicare la configurazione del Netgear sul Linksys. Potreste dirmi che non è giusto perchè si tratta di apparecchi diversi, con le stesse funzioni si, ma comunque diversi. Ma io potrei replicare dicendo che non mi pare il caso di mettere a soqquadro una rete perchè se ne cambia il punto centrale (cosa che, alla fine, è successa comunque).
Resta il fatto che dopo circa 24 ore di utilizzo, l’entusiasmo iniziale è diminuito considerevolmente. Pur continuando a ritenere che si tratti di un ottimo prodotto, ho provato delusione di fronte ad alcune mancanze/caratteristiche che non ho potuto fare a meno di considerare difetti piuttosto importanti e che mi accingo ad elencare nella seconda parte del post.
Se fossi Elio potrei riassumere così: mio cuggino mi ha detto che una volta non gli partiva più la posta e allora ha menato uno del call center e la posta gli è ripartita.
Ma dal momento che vorrei mantenere una parvenza di serietà mi impegnerò a spiegare un po’ meglio la questione.
Qualche giorno fa mio cugino (notare l’assenza della doppia g per capire che sono serio), dotato di connessione adsl di Tele2, si è trovato impossibilitato ad inviare email da alcuni account configurati per utilizzare il server di posta in uscita di Tele2. Visto che normalmente è possibile utilizzare il server SMTP di un provider se si utilizza la sua connessione e visto anche che col passare del tempo la situazione non cambiava, ha avuto l’infelice idea di rivolgersi al call center.
Dico infelice perchè generalmente (ma per fortuna non in questo caso) non si cava un ragno dal buco nemmeno dopo una decina di telefonate e anche perchè si tratta, nel caso specifico, di un servizio che si fa pagare profumatamente (0.60 euro al minuto più 0.12 euro di scatto alla risposta).
Dopo parecchi tentativi e soldi spesi gli viene detto che sono state cambiate le modalità di utilizzo del server di posta in uscita e che per continuare ad usufruirne per account NON appartenenti a Tele2 bisogna apportare alcune modifiche alle impostazioni degli stessi.
Riporto il procedimento da seguire nel caso si utilizzi Outlook Express:
- dal menu Strumenti, selezionare la voce Account;
- fare doppio clic sull’account di posta che si vuole modificare;
- in alto nella finestra che appare, cliccare su Server;
- spuntare l’opzione “Autenticazione del server necessaria” e poi fare clic sul pulsante Impostazioni;
- nella finestra che appare selezionare l’opzione “Accesso tramite”;
- come Nome Account digitare la parte che precede la @ dell’indirizzo email di Tele2, quindi se l’indirizzo è pincopallo@tele2.it digitare pincopallo;
- come Password digitare la password della casella di posta di Tele2 e selezionare l’opzione “Memorizza password”;
- cliccare su OK e tornati nella finestra di prima cliccare in alto su “Impostazioni avanzate”;
- modificare il valore del parametro “Posta in uscita (SMTP)” portandolo da 25 a 587;
- cliccare su OK per confermare e ripetere il procedimento per altri eventuali account.
Semplice, direte voi. Disarmante, rispondo io. Dico, è normale che per venire a conoscenza delle modifiche apportate ad un servizio (che si paga) si debba prima inciampare in qualche problema, perdere tempo, chiamare una decina di volte il call center (che si paga!) venendo rimbalzati da un operatore all’altro, perdere ancora tempo e infine rischiare un esaurimento nervoso? Mandare una mail di notifica qualche giorno prima no, eh? Troppo semplice e soprattutto economico per la clientela. Complimenti.
Va ora in linea “Il Tecnico va in ferie”.
Ovvero “se il Tecnico non va a lavoro, il lavoro va dal Tecnico”.
Tragedia in tre atti.
Atto terzo.
-
Una volta tanto, forse la prima, la richiesta è chiara, diretta e completa: creare un’immagine dell’hard disk utilizzando Norton Ghost 9.
Non avendo mai effettuato una simile operazione mi lancio nell’impresa con l’entusiasmo di un bimbo di fronte al giocattolo nuovo.
La macchina è dotata di un HD contenente due partizioni, la prima formattata in NTFS su cui è installato Windows 2000, la seconda formattata in FAT32 destinata a raccogliere i dati dell’utente.
Installato Ghost e constatato che anch’esso soffre della caratteristica “pesantezza” di casa Norton, inizio a girare tra le opzioni per cercare di capire come agire.
L’obiettivo è semplice: effetturare un’immagine della partizione NTFS e salvarla nella partizione FAT32, abbastanza capiente da contenere il file risultante.
Compresi i vari passaggi da compiere, avvio la creazione della copia immagine e attendo il trascorrere degli svariati minuti necessari.
Al termine della creazione parte la verifica del file creato, che subito si arresta mostrando un messaggio di errore poco esplicativo.
Superato lo stupore e la perplessità, ripeto tutto il procedimento prestando maggiore attenzione a tutte le opzioni sparse per le finestre. Ma il risultato è sempre negativo.
Non ho a disposizione una connessione ad internet per cercare informazioni, ma mi viene dato un altro pc su cui provare l’esperimento. E qui, con grande sorpresa, tutto funziona.
Quale può essere il problema? Pensa e ripensa fino allo sfinimento, dopo una notte insonne (qui sto enfatizzando un po’, eh…), finalmente l’illuminazione, il flash! Il secondo pc possiede due partizioni NTFS, al contrario del primo. Vuoi vedere che…?
Riaccendo la prima macchina e converto la partizione FAT32 in NTFS. A questo punto ripeto il processo di creazione dell’immagine sulla partizione principale e tutto fila liscio.
Morale, la partizione che deve accogliere il file immagine deve essere formattata con lo stesso file system della partizione “fotografata”.
Questo è quanto ho scoperto. Se sia vero in tutti i casi non lo so, di certo però l’anno prossimo vacanze in Tibet!
Va ora in linea “Il Tecnico va in ferie”.
Ovvero “se il Tecnico non va a lavoro, il lavoro va dal Tecnico”.
Tragedia in tre atti.
Atto secondo.
-
Formatto, installo Windows XP, faccio un paio di cicli di Windows Update preventivi, finalmente installo il Service Pack 2 e poi di nuovo giù in picchiata nel mare delle patch per chiudere quel centinaio di falle rimaste nello scafo.
Mi lascio rapidamente alle spalle la costruzione del necessario muro di sicurezza e… poi? Cosa installiamo adesso? Il Bluetooth, sentenzia il proprietario della baracca.
Bene, niente di più semplice penso, prendo il cd con i driver e seguo pedissequamente le istruzioni. La procedura termina correttamente, riavvio il sistema e inserisco il dispositivo BT nella porta USB. Windows effettua il riconoscimento della periferica e mi assicura che tutto è andato a buon fine.
Qualcosa, tuttavia, mi suggerisce che non tutto va come dovrebbe: l’icona del BT accanto all’orologio resta rossa e un clic col tasto destro sulla stessa rivela che nessuna periferica è attualmente collegata. Resto perplesso e inizio a girare qua e la controllando impostazioni, driver e tutto ciò che mi viene in mente. Riavvio, reinstallo, riavvio ancora. Niente.
Un voce nella mia testa ripete “è colpa del service pack 2″. Possibile… e anche se fosse? Cosa potrei farci?
Avvio una ricerca con una parola chiave che non ricordo nella speranza di trovare dei driver aggiornati. Non so come mi ritrovo in una pagina che non ricordo in cui si presenta davanti ai miei occhi la ragione e la soluzione del problema.
Come diceva la voce, la colpa è proprio del SP2 e del suo volersi occupare di tutto. Oltre alla gestione delle reti wireless tenta di controllare anche il funzionamento delle periferiche Bluetooth e questo va in conflitto con i driver del produttore. Per dire a Windows di non impicciarsi di cose che non gli competono è sufficiente portarsi nella cartella \windows\inf e rinominare il file bth.inf in bth.bak (o qualsiasi altro nome vogliate) e successivamente riavviare e installare i driver del produttore.
Per magia tutto funzionerà come si deve… o almeno si spera!
Va ora in linea “Il Tecnico va in ferie”.
Ovvero “se il Tecnico non va a lavoro, il lavoro va dal Tecnico”.
Tragedia in tre atti.
Atto primo.
-
Anche quello che si preannuncia come un tranquillo periodo di vacanza può riservare diverse sfide se hai la gravosa fama del “tecnico di computer” (tipica espressione che vuol dire tutto e niente allo stesso tempo).
Tra i mostri sacri che ho dovuto affrontare trova posto il noto Firefox.
Mi sono trovato davanti ad una macchina in cui il browser impediva in modo assoluto l’installazione di qualunque estensione o tema. In tutti i casi appariva la classica barra gialla nella parte alta che annunciava:
L’installazione di software è attualmente disabilitata. Fare clic su Modifica Opzioni per abilitarla e riprovare.
Aprendo e sfogliando il pannello delle opzioni non sono stato in grado di trovare qualcosa che mi consentisse di riabilitare l’installazione. A questo punto ho lasciato correre l’immaginazione e ho agito in questo modo:
ho digitato nella barra dell’indirizzo la stringa about:config, che mostra sotto forma di elenco tutte le impostazioni del programma;
trattandosi di installazione di software, ho cercato di restringere il campo di interesse inserendo come filtro il termine install;
tra le voci rimaste, xpinstall.enabled risaltava in modo particolare, sia perchè impostata su FALSE che per lo stile grassetto del carattere (quindi modificata rispetto al valore di default);
per riabilitare la funzione è bastato un doppio clic sulla voce stessa che è passata così al valore TRUE.
Problema risolto, anche se è rimasto il dubbio su come sia stata modificata l’impostazione…